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Buoni pasto: vantaggi indiretti per azienda e collaboratori

Pubblicato il: 07.02.19 - Tempo di lettura: 3 minuti

Buoni pasto vantaggiI buoni pasto si sono diffusi nelle aziende di tutte le dimensioni come benefit più apprezzati sia dai collaboratori che dalle stesse imprese. Per quale motivo? Il vantaggio più immediato è un risparmio concreto sui costi aziendali, grazie alla possibilità di offrire un servizio defiscalizzato. Le persone che li utilizzano trovano molto pratico lo strumento, inizialmente sostitutivo del servizio di mensa dove non fossero presenti locali adeguati, perché permette loro di scegliere in totale libertà come trascorrere la pausa pranzo.

Non è tutto, l’impatto del buono sul clima organizzativo generale è notevole ed è proprio su questi vantaggi indiretti che si concentra l’articolo di oggi. 


Tutti i vantaggi dei buoni pasto

Prima di approfondire quelli che abbiamo definito i vantaggi indiretti del buono pasto, riassumiamo brevemente quelli più concreti e immediatamente visibili, sia per le imprese che per i loro collaboratori.

Il buono pasto rappresenta l’opportunità per l’azienda di sostenere le scelte alimentari di ogni persona, contribuendo con un benefit esente da contribuzione e tassazione fino a un massimo di 5,29€ al giorno (valore facciale del buono) nel caso del formato cartaceo o fino a 7€ giornalieri nel caso del formato elettronico. È il TUIR (DPR n. 917/86, aggiornato con la legge di stabilità del 2015) a prevedere la non concorrenza a reddito da lavoro dipendente, data dal valore totale dei buoni, nel  limite rispettivamente di 5,29€ (cartaceo) e di 7€ (elettronico) per ogni giorno lavorato.

Per l’azienda, trattandosi di costi del personale legati al lavoro dipendente, le spese per l’acquisto dei buoni da mettere a disposizione dei collaboratori sono totalmente deducibili ai sensi dell’art. 95 del DPR n. 917/86.

 

Dopo questa premessa fondamentale, utile soprattutto se hai bisogno di evidenziare al tuo responsabile il risparmio concreto e la possibilità di ottimizzare i costi aziendali, entriamo nel merito dei vantaggi indiretti.

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Cosa si intende con vantaggi indiretti?

I vantaggi indiretti sono le conseguenze sul benessere organizzativo e sul clima aziendale che possono derivare dall'introduzione di benefit come i buoni pasto.

Di fatto, si innesca un circolo virtuoso che incide, migliorandolo, su ogni aspetto dell’ambiente lavorativo.

Innanzitutto, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, i collaboratori che ricevono i buoni hanno l’opportunità di utilizzarli nel corso della pausa pranzo, scegliendo in autonomia sia gli alimenti da consumare che il luogo in cui farlo.

Il break è fondamentale all'interno della giornata lavorativa, ed è anche un diritto garantito contrattualmente, perché un corretto apporto nutrizionale concorre a incrementare la produttività nelle ore successive, mantenendo alti i livelli di concentrazione.

Rispetto a quanto accadeva storicamente, pensiamo alle grandi industrie attive negli anni del boom economico, però, le abitudini nelle pause sono cambiate. Con l’introduzione di orari più flessibili, lavoro agile e smart working, è piuttosto comune che il momento della pausa pranzo cambi da persona a persona e non sia sempre lo stesso tutti i giorni.

Molti uffici si sono dotati di aree break dedicate e funzionali, sia per chi porta il cibo da casa, sia per chi decide di farselo consegnare da asporto.

In quest’ottica, anche l’utilizzo dei buoni pasto diviene più flessibile, sia per la possibilità di accettarlo, estesa da bar, ristoranti e tavole calde a supermercati, mercati rionali, agri e ittiturismi, sia per la cumulabilità, con l’aumento fino a 8 buoni per singolo utilizzo giornaliero, anche in giorni festivi, come indicato nel DM n. 122/2017.

Se l’introduzione di modalità di lavoro smart va nella direzione del miglioramento del work-life balance, contribuendo a fidelizzare i collaboratori, il buono pasto è uno degli strumenti che aiutano a sostenerlo, incidendo così anche sull'immagine dell’azienda, soprattutto nelle delicate fasi di recruiting di nuovi talenti.

Ma non è tutto, perché l’incentivo ad avere un’alimentazione sana e bilanciata, oltre all'impatto sulla salute e di conseguenza sulla diminuzione dei livelli di assenteismo, fa parte degli elementi che aiutano a incrementare l'engagement.

Con l’obiettivo di migliorare le performance, il coinvolgimento è la leva principale su cui le aziende possono puntare per raggiungerlo.

L’ulteriore vantaggio indiretto che deriva dall'introduzione dei buoni pasto è una gestione operativa più snella, ad esempio delle note spese e dei relativi rimborsi.

Si tratta di attività che possono risultare impegnative, sia per i controlli che si rendono necessari per poterle autorizzare, sia per la conservazione di ricevute e scontrini.


 
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È molto importante scegliere un partner capace di essere vicino, ascoltare tutte le esigenze dell’azienda fin dai primi incontri e che agisca come un consulente a cui affidare la gestione di tutte le fasi, compresa l’assistenza agli utilizzatori e il supporto per l’ordine dei buoni.

Un partner che oltre ai buoni pasto possa offrire tutti gli strumenti e i servizi di welfare che contribuiranno a migliorare il tempo della pausa pranzo e la qualità della vita.

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Argomenti: buoni pasto, normativa fiscale, buoni pasto elettronici, benefit aziendali

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