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Buoni pasto VS indennità di mensa: cosa scegliere?

Pubblicato il: 19.04.18 - Tempo di lettura: 4 minuti

buoni pasto

Tra le soluzioni alternative alla mensa aziendale a disposizione delle aziende in Italia troviamo i buoni pasto e l’indennità sostitutiva di mensa. In che modo si differenziano le due opzioni?

Nell'articolo di oggi approfondiremo i due servizi con un focus sui benefici e le agevolazioni sia dalla prospettiva dell’azienda che dei suoi collaboratori.


L'alternativa migliore alla mensa aziendale: buoni pasto o indennità sostitutiva?

Scegliere un’opzione piuttosto che un’altra comporta sostanziali differenze sia da un punto di vista gestionale, amministrativo e soprattutto fiscale.

Le diverse forme sostitutive alla mensa aziendale, infatti, implicano versamenti contributivi e fiscali specifici e conoscerne i dettagli supporta l’azienda nell'adozione della misura migliore, in modo chiaro e trasparente.

Dove presente, il servizio mensa, che può essere interno o esterno alla struttura, permette all'azienda di somministrare direttamente o tramite terzi il pasto ai dipendenti; il valore di questo servizio non concorre a formare il reddito da lavoro e non è quindi soggetto a contribuzione previdenziale o fiscale.

Un’azienda impossibilitata a provvedere da sé a questo servizio e che, allo stesso modo, non può fare in modo che siano fornitori terzi a occuparsene, vuoi per questioni logistiche, di orari o per scelta strategica, può valutare a sua discrezione di introdurre un corrispettivo sostitutivo: il buono pasto o l’indennità sostitutiva di mensa.

Come funzionano?

Il buono pasto, nato negli anni Cinquanta in versione cartacea e ora diffuso anche in formato elettronico, viene solitamente consegnato ai collaboratori all'inizio del mese in base a un calcolo eseguito sui giorni effettivamente lavorati di quello precedente, seguendo una procedura definita internamente. Il buono è utilizzabile presso gli esercizi commerciali convenzionati che sono facilmente individuabili anche attraverso sistemi comodi e innovativi come le app dedicate agli utilizzatori offerte dalle società emettitrici.

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La normativa italiana prevede che i buoni cartacei fino ad un valore di 5,29€ e quelli elettronici di 7,00€ siano esenti da contribuzione fiscale e previdenziale, perché non concorrono né si sommano ai contributi maturati.

Una delle ultime disposizioni in materia, introdotta dal Ministero dello Sviluppo Economico e in vigore dal settembre del 2017, ha definito in modo chiaro la possibilità di cumulare e utilizzare fino a 8 buoni contemporaneamente, siano essi cartacei o elettronici.

In alternativa al buono pasto, l’indennità sostitutiva di mensa, è un corrispettivo integrato nella retribuzione ordinaria erogata in busta paga e attribuibile quindi sia ai collaboratori part-time che a quelli full time. L’importo erogabile sotto forma di indennità può essere discrezionalmente valutato dalle singole aziende.

Quali discipline regolano la tassazione del buono pasto e dell’indennità sostitutiva di mensa?

Non è unicamente la natura delle soluzioni a essere differente, ma sono i regimi fiscali da cui sono regolate a distinguerle. L’indennità sostitutiva di mensa, in quanto erogata direttamente in busta paga a integrazione della retribuzione dovuta al collaboratore, è interamente soggetta a tassazione e va a comporre l’imponibile contributivo e fiscale. Fanno eccezione solamente le indennità dovute agli addetti alle strutture lavorative a carattere temporaneo (come gli addetti ai cantieri edili) o ai collaboratori impiegati presso unità produttive ubicate in zone in cui manca il servizio di mensa. Solo questi casi specifici sono esenti dalla tassazione fino al limite massimo di 5,29€ al giorno, esattamente come nella disciplina che regola la defiscalizzazione del buono pasto.

A partire dall'importo totale in busta paga, azienda e dipendente sono quindi soggetti al versamento di quote destinate a INPS, TFR, IRAP e IRES su IRAP.

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L’agevolazione fiscale di cui godono i buoni pasto è nettamente più vantaggiosa, perché, come detto in precedenza, i collaboratori sono esenti da oneri fiscali e previdenziali fino ad un massimo di 5,29€ al giorno per quanto riguarda i titoli cartacei e fino ad un massimo di 7,00€ per i buoni elettronici. Solo il valore che eccede tali limiti, quindi l’eventuale cifra che supera la quota di 5,29€ per i buoni cartacei e 7,00€ per quelli elettronici, entra a fare parte dell’imponibile contributivo e fiscale.

scelta tra buoni pasto e indennità di mensa

Quali sono i costi da un punto di vista aziendale?

Le spese sostenute dall'azienda sono definite dalla legge come deducibili per competenza ai fine delle imposte dirette IRPEF, IRES e IRAP. L’unica specifica per potere usufruire di questo vantaggio è l’obbligo di dedurre i costi in riferimento al periodo in cui il dipendente ha usufruito del servizio. Per quanto riguarda l’IVA, invece, questa è interamente detraibile con aliquota fissata al 4%.

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La scelta di una soluzione piuttosto che un’altra comporta sostanziali differenze da un punto di vista di costi sostenuti dalle aziende ed effettive entrate percepite dai dipendenti.

Le diversità non si limitano alla gestione amministrativa dei due servizi; oltre alla valutazione delle specifiche discipline in materia fiscale che regolano le soluzioni, infatti, bisognerebbe approfondire il tema anche dal punto di vista degli effettivi vantaggi di cui beneficerebbero azienda e collaboratori.

I buoni pasto rappresentano un servizio sostitutivo completo che negli anni si è costantemente evoluto, aggiornando le possibilità di utilizzo e ampliando la propria rete di esercizi commerciali convenzionati. La praticità che caratterizza i ticket, così come i vantaggi normativi previsti dalla disciplina, concorrono a inquadrarli tra i benefit aziendali più apprezzati di sempre, perché dimostrano l’attenzione dell’azienda che li propone nell'offrire ai collaboratori delle soluzioni vantaggiose per passare una pausa pranzo di qualità e in totale libertà.

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Consulenza Sodexo Benefits & Rewards

Argomenti: costi del personale, buoni pasto, normativa fiscale, buoni pasto elettronici

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