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Felicità e design dell’ufficio: dibattito in corso

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Credi che se fossi in un ufficio “diverso” tutto sarebbe più semplice? Sei affascinato dalle famose notizie sugli spazi di lavoro delle grandi multinazionali? O pensi che sia semplicemente un modo per trasformare il luogo di lavoro in una “gabbia dorata”?

Come pensi dovrebbe essere il posto di lavoro per una produttività sempre… AL TOP?

Può capitare a tutti, in ambito lavorativo, di sentirsi stanchi, di arrivare con l’acqua alla gola a una scadenza, di avere un periodo particolarmente stressante in cui la settimana sembra non finire mai. Perciò varie volte può emergere il dubbio: “Se fossi in quest’altro ambiente… se le cose fossero andate così…”.

Ora, è vero che la perfezione non esiste, che spesso questi pensieri nascono anche per capire dove si è sbagliato, che le situazioni dipendono molto anche dalla determinazione di ciascuno e da una vincente capacità di organizzarsi: ma perché non provare a rivedere il proprio ambiente di lavoro?

Ambiente di lavoro: un fattore della Qualità della Vita

Come ritieni debba essere l’ambiente di lavoro ideale per concentrarti meglio?

Questa domanda presuppone evidentemente che il termine di paragone sia la tua situazione attuale: sei in un open space e la cosa ti infastidisce? Pensi che se ti potessi isolare dalla musica che ascolta il collega con la scrivania di fianco a te riusciresti a essere più produttivo?

Oppure, può anche succedere il contrario, e che tu abbia una stanza tutta per te: pensi che se ci fosse qualcuno a portata di mano a cui rivolgerti quando hai un dubbio, la tua concentrazione non se ne andrebbe così spesso e ti verrebbero idee geniali?

Sono affascinanti le foto e le notizie che arrivano dalle grandi multinazionali, sempre all’avanguardia nello studio degli ambienti di lavoro e che sembrano scervellarsi per proporre sempre nuove trovate: le piante/divisorio per le scrivanie, il tavolo da ping pong, la piattaforma gaming… basti pensare alla Microsoft House di Milano da poco aperta.

Ma veramente credi che, una volta stravolto il tuo mo(n)do di lavorare, tutti i tuoi problemi sarebbero risolti?

Certo è che il trend dell’ufficio del futuro sembra andare sempre più nella direzione di un ambiente “a misura d’uomo”... che si adatta anche ai suoi diversi e abituali “sbalzi” di volontà, o che lo segue anche a casa (vedi i recenti esempi di smart working).

Sta dunque prendendo piede la visione del workplace come un fattore che contribuisce alla motivazione e all’incremento delle performance, nonché al concetto di benessere e di welfare dell’individuo.

“Un ufficio incentrato sull’uomo sarà la causa di un nuovo uomo centrato sull’ufficio?”

Questa frase è dell’antropologo giornalista Gabriele Masi. Nell’editoriale per un famoso web magazine, sempre Masi ha scritto:

“Oggi, sentendo che lo spazio ufficio ha perso la sua unicità e giustificata centralità, si rischia di creare una bellissima gabbia d’oro, maggiormente causa di assuefazione da lavoro(...): l’ufficio rischia di inglobare totalmente l’individuo.
La felicità è un fatto di work-life balance e soprattutto un fatto culturale e sociale: per quanto le basi neurologiche possano essere simili, ogni cultura ha il proprio modo di raggiungerla. Dunque soluzioni standardizzate che declinano un’idea astratta di felicità non sono la soluzione migliore, ma ogni soluzione deve essere calata nel contesto. Dall’altra parte legare sempre più la felicità al luogo di lavoro è un’operazione non priva di alcune implicazioni sociali e culturali.”

Queste riflessioni sono sicuramente da farsi.

D’altra parte, anche la lunga diatriba su “se sia meglio un ufficio open space o no” continua a portare risultati contraddittori: un recente studio di Oxford Economics che ha coinvolto circa 1.200 dipendenti e manager da Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada, India, Australia, Cina, Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia ha rilevato che gli uffici Open Space presentano una “doppia vita”: creano cultura del lavoro collegiale e incoraggiano la collaborazione, però portano anche vari problemi di rumore e distrazione.

Tuttavia, le sperimentazioni per un ufficio più congeniale sono tante e un dato importante è stato evidenziato recentemente da Great Place to Work Italia: le 45 aziende classificate, scelte per l’attenzione dedicata al livello di benessere in ufficio dei loro collaboratori, hanno ottenuto quest’anno una crescita di fatturato del 12,61%. D’altronde, questo dato conferma una tendenza in azione da circa 5 anni.

E tu che ne pensi? Anche secondo te c’è un’eccessiva pretesa di rendere l’ufficio una “gabbia dorata”? O ritieni che una maggiore attenzione al “design” del tuo spazio di lavoro sarebbe un aiuto alla tua produttività?

 

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