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Gli errori nel prendersi cura delle risorse umane

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Bello lavorare con altre persone! Sì… peccato che sia tremendamente difficile!

Lo sa bene anche e soprattutto chi non solo si trova a stare “fianco a fianco” con un gruppo di collaboratori ma addirittura lo deve guidare e dare direzioni, consigli e obiettivi.

Un team, se è ben composto, può sicuramente diventare un vulcano di idee e creatività, ma è importante che sia gestito bene e con attenzione, altrimenti anche tanti talenti messi vicini possono arrivare ad intralciarsi a vicenda.

In questo, che ruolo ha l’imprenditore, o comunque la persona incaricata di gestire le risorse umane di un’azienda?

Saper gestire le “risorse umane” di un’azienda nel modo giusto è probabilmente una dote, un metodo, un modo di agire tanto più importante oggi, in cui la flessibilità è all’ordine del giorno e alle persone viene continuamente richiesto adattamento e capacità di rielaborazione e creatività: infatti far uscire queste qualità “volatili” da una persona è quasi più difficile che insegnare un mero procedimento pratico, perché sono doti che si annidano nel profondo di un individuo, che coinvolgono la sua interiorità e il suo modo di affrontare il mondo, ciò che lo motiva e ciò che lo affascina, ciò che lo interessa e ciò che gli suscita sensazioni positive. Come ben sanno tutti coloro che si sono trovati a dover tirare fuori qualcosa di buono da una situazione non piacevole/difficile, non è facile smuovere nel profondo queste corde che sono così tanto impastate con il nucleo di noi stessi: il primo passo è sentirsi a proprio agio e oggetto di cure particolari.

Come fare, dunque, a “prendersi cura” delle proprie risorse umane? 

Si può sempre imparare a fare di meglio con l’esperienza, conoscendo coloro con cui si ha a che fare e mettendosi in gioco. Comunque, ci sono alcuni errori che è meglio non fare e che invece sono frequentissimi. Proviamo a vederli insieme: 

Gli errori più frequenti nella gestione delle risorse umane:

Non riuscire a far comprendere cosa ci si aspetta da loro

Quando le mansioni e i progetti a cui lavorare sono tanti e diversificati, a volte è difficile dare la giusta gerarchia ai vari compiti, ma soprattutto anche dosare bene gli sforzi; può capitare di impegnarsi “troppo” e spendere ore e ore del proprio tempo per una cosa di media importanza, per poi ritrovarsi senza energie per un progetto più importante. Questo è tanto più facile per i collaboratori dipendenti, che non hanno sott’occhio l’andamento generale della questione e quindi fanno fatica ad elaborare una giusta successione; perciò è importante il dialogo con loro ed evidenziare bene i punti su cui si vuole che sia profuso più impegno.           

Non prendere in considerazione l’importanza del brainstorming e non monitorare l’andamento

Anche una volta che i compiti sono stati spiegati bene, non è scontato che procedano poi con lo stesso entusiasmo, o che la performance non tocchi picchi di basso rendimento. In questo momento è importante fornire nuova linfa e mettersi in gioco coi propri collaboratori, magari dando inizio a uno scambio di idee. Spesso infatti i “down” di creatività sono dovuti all’assenza di nuovi stimoli e all’assenza di uno sguardo nuovo e fresco sulla propria attività, tutte cose che invece si possono a volte affrontare anche con un semplice dialogo… che potrebbe essere utile al manager stesso!

Non riconoscere i meriti dei dipendenti: quando un obiettivo importante viene raggiunto

E' spesso il risultato di un impegno “fuori della media” da parte dei tuoi collaboratori. Dare per scontata la loro diligenza è molto pericoloso, perché, come dicevamo prima, chi riesce a mettere in atto una flessibilità e un impegno capace di trovare idee “fuori dal comune”, ha fatto un lavoro grosso su di sé, e va quindi riconosciuto e premiato come merita, affinché il tuo collaboratore non perda la motivazione.     

Non fare caso alle esigenze dei lavoratori

In azienda non c’è una mensa, e quindi molti si portano il cibo per pranzare da casa, passando la pausa pranzo praticamente soli davanti al computer? Hai molti dipendenti con famiglie, i quali vorrebbero assicurare loro un futuro migliore o più sicuro ma non hanno tempo per pensarci? Quando ci sono speciali ricorrenze il clima in azienda rimane comunque piatto? Molti collaboratori abitano lontano dall’ufficio e non riescono a fare attività fisica? Alcuni lavoratori si sentono frustrati perché non riescono più ad approfondire o imparare qualcosa di nuovo? Questi sono tutti elementi che a lungo andare possono influire molto sul benessere fisico e mentale dei tuoi collaboratori, anche se non sono strettamente correlati con la persona del manager in quanto tale. Perciò è importante prenderli in considerazione e scoprire modi semplici ma efficaci per rispondervi, come ad esempio i buoni pasto o i buoni acquisto, o sistemi di welfare personalizzati.

E tu? Come ti comporti nei confronti delle tue risorse umane? Hai mai pensato di trovare un modo più efficace per premiare un collaboratore che si è impegnato particolarmente, o di curare meglio un particolare della vita aziendale?

 

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