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Il crowdfunding: cos’è e come metterlo in pratica

#52 crowdfunding

Se vuoi mettere in pratica un progetto ma non hai i fondi… non tutto è perduto! Grazie al web, puoi raggiungere milioni di persone che potrebbero essere interessate e finanziarti. Ma con quali strumenti? E soprattutto, come fare a “colpirli al cuore”?

Ti è mai capitato di veder pubblicizzato su Facebook da parte di un amico o un parente un progetto più o meno innovativo, magari insieme all’imperativo “Dona ora”?

E ti è mai capitato di cliccarci e di notare che, in alcuni casi, di fianco alle varie proposte di importo da donare poteva accadere di trovare un “premio” o un “ricordino” del progetto?

Ecco, allora forse ti sei già imbattuto in un progetto di Crowdfunding.

Ma che cos’è il crowdfunding?

Come dice la parola, il crowdfunding è la modalità che permette di raccogliere i fondi per un progetto, sia profit che no profit, grazie a una “crowd”, ovvero una folla.

La particolarità di questa modalità di raccogliere soldi, data la capacità di coinvolgere MOLTE persone è, da una parte, poter “spezzettare” la somma di cui si ha bisogno in importi molto più piccoli, e quindi più “abbordabili”. Dall’altra, questo metodo permette di far sentire protagonisti di un progetto anche soggetti che, per quanto riguarda lo status sociale o la propria disponibilità economica, in genere non sarebbero in grado di farlo.

Date queste premesse, il crowdfunding è quindi uno strumento interessantissimo da impugnare quando si ritiene di avere una buona idea, ma non il capitale adatto per realizzarla. L’idea può essere di ogni tipo: un progetto imprenditoriale, o un nuovo prodotto da mettere sul mercato; un disco, o una sceneggiatura da tramutare in un film, o un centro estivo privato.

D’altronde, il poter realizzare progetti di collaborazione è una parte importante della realizzazione personale e del miglioramento della qualità della vita e può essere un’occasione per far nascere nuovi rapporti e nuovi contatti, sia per sè, che per la propria azienda, o per i propri colleghi o per i propri “compagni di avventura”.

Inoltre, non è detto che il crowdfunding serva solo per “privati” isolati: può essere uno strumento anche per le PMI che vogliono attuare nuovi progetti, o per i dipendenti che vogliono sviluppare qualche iniziativa… “dal basso”.

Per avere un buon successo, d’altro canto, il crowdfunding di un progetto deve colpire “al cuore” il soggetto interessato che, per prendersi il rischio di investire soldi in una cosa che potrebbe non nascere, deve provare un forte interesse affettivo verso di essa.

Insomma, per dirla in parole povere, è come quando in giro per il paese si raccolgono i premi per la festa di beneficenza… solo che in questo caso, il “paesano” generoso può essere chiunque, e la pesca di beneficenza il progetto dei tuoi sogni. E il mezzo per raccogliere i soldi non è bussare porta a porta ma… potrebbe essere un sito internet, o un hub di innovazione!

Ci sono però, ovviamente, altre differenze rispetto al modello “pesca di beneficenza” che vanno prese in considerazione: in un paese in cui sei nato e cresciuto, tutti ti conoscerebbero e si fiderebbero di te, mentre su internet… chi sei? Inoltre, la realizzazione della pesca di beneficenza verrebbe vista da tutti, e tutti potrebbero trarne beneficio concretamente, anche solo nel divertimento di vedere cos’hanno donato gli altri, o nel vedere che cianfrusaglia riceveranno: l’”ebbrezza” della sorpresa varrà la pena di spendere il valore di un caffè. Invece, quando si parla di progetti e nuovi prodotti, l’arco temporale potrebbe essere più lungo, e non ben chiaro il ritorno di “gratificazione” per cui spendere.

Dunque, qual è il metodo per lanciare una buona campagna di crowdfunding, che soprattutto ABBIA SUCCESSO?

Proviamo a capire insieme gli elementi fondamentali da cui iniziare:

Come iniziare a realizzare una buona campagna di crowdfunding

  1. Innanzitutto, prova a rispondere alla seguente domanda, che può sembrare scontata ma non è: qual è il tuo progetto? Hai ben chiaro cosa vuoi realizzare? Quando si parla di idee, infatti, il rischio di spreco di tempo, energie e soldi è sempre dietro l’angolo: è vero, lo scontro con la realtà è sempre foriero di cambiamenti, tuttavia proprio per questo è bene cercare di definire nei dettagli ciò che vuoi realizzare, in modo tale che calibrare i passi successivi sia più semplice.
  2. Guarda come hanno fatto gli altri: no, non è una spinta a copiare, ma un suggerimento ragionevole. È chiaro che il tuo progetto è diverso da tutti gli altri, ed è chiaro che essere incriminati per plagio non è mai piacevole, tuttavia dare un’occhiata a ciò che altri hanno fatto prima di te, sia in caso di idee andate in porto che no, è una fonte importante di spunti, da una parte, e di giudizio dall’altra, per carpire e notare punti di forza e di debolezza, dove un qualcosa ha funzionato e dove no.
  3. Scegli la piattaforma giusta: le piattaforme di crowdfunding non sono tutte uguali. Si differenziano tra di loro per alcuni elementi, sta a te scegliere quella che ha le caratteristiche più concernenti il tuo scopo. Ad esempio, esse possono essere:
    • Reward based: ovvero quelle piattaforme che, in cambio dei soldi del donatore, prevedono una ricompensa di vario genere, che può anche essere più grande o più piccola a seconda dell’importo. Ad esempio, il prodotto stesso, o i ringraziamenti nei titoli di coda o in una sezione del sito futuro, o merchandising vario.
    • Lending based: questa tipologia di piattaforme fa sì che i soldi versati siano dei veri e propri microprestiti, ad imprese o persone.
    • Donation based: il denaro riveste il ruolo di una donazione. Questa modalità è soprattutto usata in casi di organizzazioni non profit o per finanziare progetti che non hanno scopo di lucro.
    • Equity based: per il finanziatore in questo caso è prevista la piena partecipazione al capitale sociale dell’impresa, e quindi ne diventa un socio vero e proprio. Questa possibilità è regolata dalla Consob.
  4. Definisci il tuo pubblico/community:  come abbiamo visto nell’esempio della pesca di beneficenza del paese, essa non esisterebbe senza gli abitanti del paese che ne hanno interesse. Perciò prova a pensare: chi sono gli abitanti del tuo “paese”? Quale sarebbe il loro interesse nella riuscita della tua impresa, in che modo potrebbero goderne, con che tempistiche, e in che modo potresti raggiungergli per far sapere loro della tua iniziativa?
  5. Crea un luogo di aggregazione e una landing page convincente: una volta acceso l’interesse per il tuo progetto, date le tempistiche non istantanee, esso deve essere tenuto acceso, in modo tale che si autofomenti e, perché no, si espanda all’esterno.
  6. Scrivi una storia: come abbiamo visto, convincere gente sconosciuta a credere in te e a darti dei soldi non è semplice, tanto più quando non li vedi faccia a faccia (quante volte ti sei sentito in dovere di dare almeno la tua attenzione a chi invece ti ferma per strada?), ma solo attraverso il grande mare della rete. Perciò è buona regola “colpirli al cuore”, creando una storia intorno al tuo progetto che possa interessarli e coinvolgerli emozionalmente.

E tu, hai mai provato a realizzare un’idea grazie al crowdfunding? Pensi sia efficace?

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