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Sodexo News

Come vengono percepiti i benefit dai lavoratori?

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Una recente ricerca Ipsos commissionata da Sodexo ha messo in evidenza interessanti spunti sulla percezione degli employee benefit in Italia e su quali sono quelli preferiti dai lavoratori: scopriamolo insieme!

Quali riconoscimenti sono visti come migliori e più motivanti da parte dei lavoratori, nel contesto Italia?

Quali opportunità ci sono per un’azienda che decide di mettere in campo un piano di welfare aziendale nel nostro Paese, e su quali tipologie di benefit farebbe meglio a puntare?

Una recente ricerca Ipsos commissionata da Sodexo ha rilevato, a tal proposito, interessanti risultati: vediamoli assieme.

Come vengono percepiti gli employee benefit? Aspetti di rischio e di occasione

Gli employee benefit sono un particolare tipo di retribuzione, in aggiunta a quella monetaria: in genere consistono in beni o servizi a cui il lavoratore può accedere gratuitamente e che vengono tassati in modo più leggero.

La ricerca Ipsos condotta da Sodexo ha rilevato che, all’interno del campione esaminato, la percezione di questo tipo di retribuzione presenta “due facce”:

  • da una parte, data la concretezza dei servizi forniti e la loro reale utilità nella vita di tutti giorni, i benefit sono visti come una “semplificazione della vita”, e occasione di reale risparmio di soldi da parte dei dipendenti stessi; allo stesso tempo, contribuiscono a dare un’immagine dell’azienda più vicina, “familiare”, attenta ai bisogni del lavoratore;
  • esistono, però, anche dei rischi: da un altro punto di vista, gli employee benefit possono essere visti come qualcosa che vada a vantaggio solo delle aziende, in forma di risparmio economico e ricatto verso i collaboratori, affinché lavorino con maggiore produttività; allo stesso tempo, specialmente per quanto riguarda i benefit che “servono per lavorare” (ad esempio uno smartphone più tecnologico, un’auto sempre connessa, ecc.) essi possono essere anche visti solo come uno strumento di controllo.

Allo stesso tempo, si è comunque evidenziato che, dove ci sia un “do ut des” percepito come equo e vantaggioso per entrambe le parti, in definitiva il lavoratore dipendente non disdegna a priori la possibilità di ricevere benefit.

Fatte queste considerazioni, si vengono dunque a evidenziare due principali tematiche che, nel progettare un piano di welfare aziendale servendosi dei benefit, vanno tenute in considerazione in modo particolare:

  • la scelta del/dei benefit deve avvenire in modo ragionato e “su misura” delle esigenze dei propri dipendenti, tenendo conto non solo della vita strettamente lavorativa ma anche di quella personale; infatti, nella “classifica di gradimento” delle varie tipologie di benefit, al primo posto si trovano senza ombra di dubbio quelli che riguardano la cura della persona e della famiglia dal punto di vista medico e degli aiuti economici, ad esempio per l’istruzione dei figli.
  • l’introduzione del benefit deve essere comunicata in modo efficace e comprensibile, evidenziandone i punti di forza e spiegandone le modalità di spendibilità e i vantaggi.

“… a questo punto, dal punto di vista del gradimento, non sarebbe meglio un aumento in denaro?”

Per rispondere a questa domanda, la seconda tematica che abbiamo enunciato, ovvero la necessità di comunicazione semplice e comprensibile dei vantaggi concreti del benefit è determinante: al campione di intervistati è stato infatti chiesto quale sarebbe stato l’incentivo che, secondo loro, li avrebbe spronati di più ad aumentare il loro impegno del lavoro, e, inizialmente, essi hanno risposto secondo le seguenti percentuali:

  • riconoscimento in denaro (che sarebbe tassato del 10%): 50% degli intervistati
  • riconoscimenti in forma di servizi di welfare (non tassati): 27% degli intervistati
  • riconoscimenti in forma mista (un mix di denaro e servizi di welfare): 23% degli intervistati.

Però, dopo che sono stati esposti e spiegati i servizi di welfare attivabili, le percentuali sono variate in modo significativo:

  • riconoscimento in denaro: 42%
  • riconoscimenti in forma di servizi di welfare: 32%
  • riconoscimenti in forma mista (un mix di denaro e servizi di welfare): 26%.

Queste percentuali evidentemente mostrano come in Italia sia ancora poco diffusa una conoscenza approfondita di base delle pratiche di welfare aziendale, ma allo stesso tempo che i vantaggi ne sono evidenti se esposti in modo chiaro.

Quali sono i servizi di welfare aziendale (esenti da tasse) maggiormente apprezzati dai lavoratori?

  1. Come abbiamo visto, tra i più gettonati (hanno dichiarato interesse in proposito il 73% degli intervistati) si trovano senza dubbio i servizi di welfare riguardanti la cura della famiglia, sia in forma di aiuto economico per le spese relative all’istruzione dei figli, sia per la cura dei parenti anziani, ecc. Unica pecca di questa tipologia di welfare è che non interessa le persone più giovani.
  2. Citati da un’importante percentuale di intervistati (94%), troviamo i servizi di cura della persona (ad esempio per quanto riguarda le spese mediche).
  3. Molto gettonato (92%) anche il welfare corrisposto sotto forma di “buoni acquisto” di vario genere: da una parte, perché viene visto in modo più concreto, da parte degli utilizzatori, l’equivalenza al contante; inoltre, viene percepito anche come qualcosa di facilmente spendibile per esigenze ricorrenti nella vita di tutti i giorni (ne costituiscono un esempio i buoni carburante). Inoltre, dato l’ampio raggio di spendibilità, esso può assumere più facilmente la forma di “regalo personalizzato”.
  4. I buoni pasto (sia in forma cartacea che elettronica) sono la forma di benefit più diffusa in Italia, perciò grazie alla loro popolarità hanno suscitato l’interesse di molti intervistati che li hanno citati (85%); tuttavia, vengono spesso percepiti come “scontati” e “dovuti” da parte dell’azienda, e quindi non connessi con la gratificazione personale; anche se ne è apprezzata la stretta correlazione col contante.
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