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Sodexo Benefits Blog

Utilizzo dei buoni pasto: rete e cumulabilità

Pubblicato il: 31.01.19 - Tempo di lettura: 4 minuti

utilizzo dei buoni pastoIl buono pasto si è conquistato l’apprezzamento sia delle imprese che dei collaboratori, diventando il benefit più diffuso. Oggi non è più solo un voucher dal valore predeterminato che sostituisce il servizio di mensa, ma uno strumento essenziale, per le aziende che vogliono offrire soluzioni di qualità per il benessere delle persone e per i collaboratori che vogliono decidere in piena libertà come utilizzarlo.

E proprio in merito utilizzo dei buoni pasto capita che vi sia ancora qualche dubbio, per questo motivo l’articolo di oggi vuole rispondere a tutte le tue domande.


La normativa che regola l’utilizzo dei buoni pasto

L’utilizzo dei buoni pasto è definito dal Decreto n. 122 del Ministero dello Sviluppo Economico del 7/06/2017, in attuazione dell’articolo 144, comma 5, del D. Lgs n. 50 del 18/04/2016.

La normativa, entrata ufficialmente in vigore a settembre del 2017, stabilisce le categorie di esercizi commerciali che possono accettare il buono pasto:

  • bar
  • ristoranti
  • tavole calde
  • mercati
  • supermercati
  • agriturismi
  • ittiturismi
  • coltivatori diretti
  • spacci aziendali alimentari

I collaboratori provvisti di buono pasto possono utilizzarlo esclusivamente per prodotti alimentari pronti al consumo, presso gli esercizi che li accettano. È proprio qui che troviamo una delle caratteristiche essenziali da valutare quando un’azienda sceglie di offrire questo benefit.

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Nella scelta del fornitore, infatti, occorre fare attenzione alla vastità della rete presso cui è possibile utilizzare i buoni pasto, perché l’obiettivo di offrire un benefit completo, capace di incidere sulle abitudini alimentari di qualità e di conseguenza sul benessere dei collaboratori, può essere realizzato solo se la possibilità di scelta è effettivamente vasta.

Grazie all'introduzione di applicazioni e portali dedicati, molte società emettitrici di buoni, tra cui Sodexo, mettono a disposizione degli utilizzatori un pratico servizio di localizzazione per individuare gli esercizi commerciali più vicini che li accettano.

Abbiamo già visto quali categorie di esercizi commerciali possono scegliere di accettare i buoni pasto, ma quali sono i limiti rispetto all'utilizzo? Nel prossimo paragrafo troverai le norme sulla cumulabilità dei buoni.

Cumulabilità dei buoni pasto

Il Decreto 122/2017 specifica che il ticket debba riportare la seguente dicitura: “Il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite di otto buoni, né commercializzabile o convertibile in denaro, può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare”.

utilizzo buono pasto cumulabilità

Prima che entrasse in vigore questa legge, infatti, i buoni non erano convertibili in denaro o cedibili a terzi, esattamente come accade ora, ma non erano nemmeno cumulabili. Quindi, le eventuali eccedenze prevedevano l’integrazione in denaro e non si poteva utilizzare più di un ticket al giorno presso le strutture convenzionate.

La normativa attualmente in vigore consente invece la cumulabilità e l’utilizzo contemporaneo di 8 buoni pasto al massimo al giorno (anche in giornate non lavorative).

Qual è il valore a disposizione dei collaboratori? Scoprilo nel prossimo paragrafo.

 

Valore e tassazione dei buoni pasto

L’azienda che sceglie di introdurre il benefit del buono pasto ha l’opportunità di scegliere il valore che desidera mettere a disposizione dei suoi collaboratori, tuttavia esistono dei limiti che ne regolano l’esenzione da contribuzione INPS e assoggettamento Irpef.

Dal punto di vista fiscale, infatti, il collaboratore non è soggetto a Irpef né a contribuzione Inps fino al limite giornaliero di 5,29€ di valore facciale del buono, in caso di formato cartaceo e di 7€ di valore facciale del buono nel caso dell’elettronico.

Se vuoi conoscere nel dettaglio le differenze tra buoni cartacei ed elettronici, qui trovi una pratica tabella che mette a confronto i due formati

Per l’azienda, il vantaggio fiscale è rappresentato dalla possibilità di dedurre la spesa per l’acquisto dei buoni pasto ai fini Irap, Ires e Irpef e di detrarre al 100% l’IVA.

A quali collaboratori possono essere messi a disposizione i buoni pasto?

I buoni pasto possono essere messi a disposizione dei collaboratori con rapporto di lavoro subordinato o non subordinato, sia a tempo pieno che part-time anche se in questo caso l’orario non prevederebbe una pausa pranzo.

Solitamente il numero mensile di buoni per ciascun collaboratore è calcolato in base alle giornate lavorative del mese in entrata al netto delle assenze del mese precedente.

Per controllare la validità dei ticket cartacei, è sufficiente verificare che:

  • siano nominativi
  • contengano il nome o il codice fiscale dell’azienda
  • riportino il nome della società che li ha emessi
  • indichino il valore facciale del buono
  • indichino la data di scadenza
  • prevedano spazio per la firma dell’utilizzatore, per la data per il timbro dell’esercente

Nel caso del formato elettronico, inoltre, i collaboratori avranno a disposizione un portale dedicato attraverso il quale monitorare gli utilizzi e le scadenze, ma anche bloccare la tessera in caso di smarrimento, con una maggiore garanzia di sicurezza.


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Argomenti: buoni pasto, buoni pasto elettronici, benefit aziendali

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