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Come definire un piano di flexible benefit aziendali

Pubblicato il: 21.02.19 - Tempo di lettura: 9 minuti

flexible benefit aziendali

La ricerca "Il Mercato dei Provider in Italia" dell'Università Cattolica del Sacro Cuore ha evidenziato come, tra le aziende che hanno attivato collaborazioni con i fornitori di flexible benefit e servizi di welfare, siano quelle di grandi dimensioni a ricoprire un ruolo prevalente. Eppure, queste soluzioni permettono di ottenere un ritorno concreto, in termini sia di motivazione, soddisfazione e fidelizzazione, sia di incremento delle performance. Tutti obiettivi strategici anche per le piccole e medie imprese.

In questo articolo, vogliamo fare chiarezza sui flexible benefit aziendali, sulle opportunità e i vantaggi che ne derivano e su come proporre un piano efficace al tuo responsabile.


Una premessa fondamentale: cosa si intende con flexible benefit aziendali?

Con flexible benefit viene definita una serie di beni e servizi messi a disposizione dalle imprese ai loro collaboratori, dei benefici volti a migliorare la qualità della loro vita personale e familiare.

Non si tratta, tuttavia, di una retribuzione, per cui i benefit possono anche contribuire a ridurre il cuneo fiscale perché esenti da contributi e imposte sia per chi li riceve che per le aziende che li offrono. 

Nei prossimi paragrafi, approfondiremo i seguenti argomenti, cliccabili dall'elenco.

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Lo sviluppo dei flexible benefit nelle imprese italiane

Come anticipato nella premessa di questo articolo, i dati che riguardano la diffusione dei flexible benefit come strumenti di welfare ci vengono forniti dalla ricerca "Il mercato dei Provider di Welfare Aziendale in Italia", a cura del Prof. Luca Pesenti, docente di Sistemi di welfare comparati presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

flexible benefit - Il mercato dei Provider di Welfare Aziendale in Italia" Prof. Luca Pesenti - Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Come si evince dal grafico, il 51% delle aziende che hanno attivato collaborazioni con fornitori di beni e servizi di welfare è rappresentato da quelle con più di 100 collaboratori, il 16,9% da quelle tra i 50 e i 99 addetti e il 32,1% dalla categoria delle piccole imprese. 

Sebbene quest'ultima sia una percentuale piuttosto alta, se rapportata al numero totale di imprese di piccole dimensioni presenti nel nostro Paese (il campione analizzato ne rappresenta soltanto lo 0,14%), è facile intuire come le iniziative di welfare siano prevalentemente attivate dalle grandi aziende. 

Nel tentativo di stimare il numero di persone che beneficiano di almeno una misura di welfare in Italia, la difficoltà risiede nel distinguere le iniziative aziendali dalla possibilità (si tratta in questo caso di una scelta individuale dei collaboratori) di convertire in beni e servizi di welfare il premio legato a target di produttività.

Il dato principale riguarda, quindi, il numero di collaboratori registrati sui portali dei provider che, secondo la ricerca citata, sono 1.691.652.

flexible benefit - Il mercato dei Provider di Welfare Aziendale in Italia" Prof. Luca Pesenti - Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Di questi l’81,7% ha utilizzato almeno una volta i beni e servizi presenti nelle piattaforme di welfare. Per approfondire l’argomento e scoprire di cosa si tratta, puoi cliccare qui.

Il trend positivo riguarda la consapevolezza rispetto allo strumento dei benefit che possono fare parte di progetti di welfare aziendali più o meno strutturati, contribuendo al miglioramento della qualità della vita dei collaboratori.

Il margine di sviluppo nell'utilizzo a livello di piccole e medie imprese, quindi, è ancora ampio; se credi che anche nella tua azienda i vantaggi di un piano orientato al benessere organizzativo non siano ancora troppo conosciuti, ti proponiamo alcuni articoli utili sul tema:

Passiamo ora, nel prossimo paragrafo, a una guida pratica che ti aiuterà a capire come progettare e introdurre un piano di flexible benefit.

Come definire e attivare un piano di flexible benefit

Per introdurre un piano e mettere a disposizione dei collaboratori i flexible benefit, le imprese possono procedere in diversi modi. Eccoli di seguito: 

  • Proposta di beni e servizi di welfare così come previsto dagli obblighi contrattuali di alcuni CCNL
  • Attraverso un accordo aziendale con le rappresentanze sindacali che può riguardare
    • la possibilità di convertire in beni e servizi totalmente defiscalizzati i premi di produttività (non superiori a 3000€ e percepiti da dipendenti privati con una RAL fino a 80.000€ erogati in esecuzione di contratti collettivi di 2° livello, legati al raggiungimento di incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione)
    • un progetto di welfare aziendale su iniziativa dell’impresa o richiesto dalle rappresentanze sindacali (qualora non previsto dal CCNL applicato) 
  • Decisione unilaterale dell’impresa che sceglie di introdurre iniziative per il benessere dei collaboratori

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Le procedure indicate nel precedente elenco permettono anche di regolarli, facendo sì che i benefit non concorrano a formare reddito da lavoro dipendente e siano quindi esenti da contributi fiscali e retributivi (per i limiti e i dettagli puoi passare al paragrafo dedicato).

I vantaggi per imprese e collaboratori

Le aziende, oltre alla possibilità di ottimizzare i costi, possono riscontrare un miglioramento del clima e della soddisfazione rispetto al lavoro: un collaboratore appagato è maggiormente incline alla collaborazione, è felice rispetto al suo ruolo ed è capace di incrementare le performance, incentivato dalle prospettive di carriera e dallo schema di benefit utilizzato anche come riconoscimento.

I collaboratori, in aggiunta ai benefici citati nel precedente paragrafo che sono di fatto vicendevoli, riescono a godere del loro tempo libero in modo più semplice, con servizi che possono essere estesi anche ai membri della famiglia. Il tempo è forse la moneta di maggior valore nel mondo attuale e la possibilità di gestire quello lavorativo in modo smart e di non doversi preoccupare degli aspetti privati, supportati da un piano di welfare aziendale, permette di aggiungere valore alle soddisfazioni professionali.

I beni e i servizi di welfare godono, infine, di importanti agevolazioni fiscali, vediamole nel dettaglio.

La normativa fiscale che regola i flexible benefit

La normativa principale da prendere in esame quando si considera l’introduzione di un piano di flexible benefit o di welfare aziendale è l’Articolo 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, con un’ulteriore specifica fornita dall'Agenzia delle Entrate con Circolare n. 28/E del 15/06/2016 e Circolare 5/E del 29/03/2018.

Innanzitutto la regola generale indica che le imprese che decidono di mettere a disposizione dei collaboratori i benefit, lo debbano fare senza distinzioni, a favore di tutta la popolazione aziendale o a vantaggio di categorie omogenee di dipendenti, a prescindere dai livelli retributivi.

L’esenzione fiscale per i collaboratori è applicata a tutti i beni e servizi di welfare e presenta limitazioni nel caso dei fringe benefit (con una soglia di esenzione di 258,23€ per collaboratore), della previdenza complementare (con una soglia di esenzione di 5164€) e per le casse sanitarie (con una soglia di esenzione di 3615€).

Nel caso in cui il dipendente decida di convertire il proprio premio di risultato in contributi da versare alla previdenza complementare o all'assistenza sanitaria integrativa, le soglie sopraindicate saranno superabili fino a giungere ad un limite di esenzione rispettivamente di 8164 € e 6615 €.

Grazie all'ampliamento delle componenti escluse dal reddito di lavoro dipendente, introdotto dalla Legge di Stabilità 2016, le aziende possono godere di un risparmio di oneri contributivi e dedurre spese sostenute per il welfare nella determinazione del reddito d’impresa.

Dopo avere approfondito i vantaggi e le normative, vuoi avere degli esempi più concreti di come le aziende italiane abbiano attivato i flexible benefit? Te li proponiamo nel prossimo paragrafo.

 

Le best practice: esempi di benefit aziendali

Le imprese che decidono di attivare un piano welfare per i loro collaboratori hanno a disposizione due modalità. A seconda delle esigenze e delle tempistiche di riferimento, possono scegliere di dotarsi di una piattaforma di welfare o di offrire benefit flessibili.

La piattaforma dedicata permette di prenotare i servizi previsti, accedere a un rimborso a fronte di spese effettuate per le rette scolastiche o quelle mediche, ad esempio, richiedere dei buoni acquisto, conoscere le strutture convenzionate e la rete degli esercizi commerciali presso cui è possibile utilizzare i benefit. 

Se l’azienda non ha molto tempo per progettare la piattaforma e si trova ad esempio a dovere adempiere alle disposizioni in materia di welfare previste nei contratti collettivi nazionali, esiste una soluzione più immediata: l'offerta di benefit come il buono acquisto. 

Sia in un caso che nell'altro, la condizione per il successo del progetto che si concretizza in una maggiore soddisfazione dei collaboratori è l’ascolto delle esigenze e dei bisogni reali, in modo da potere strutturare una proposta di beni e servizi di welfare davvero apprezzati e utili.

Il consiglio è quello di aggiornare l’offerta piuttosto frequentemente, dimostrando un’attenzione ancora maggiore. I collaboratori più giovani se si fidelizzano all'azienda avranno esigenze diverse rispetto a quelle espresse in fase di assunzione, magari desiderando creare una famiglia o acquistare casa, quindi è importante che sappiano di potere accedere a benefit che vanno in questa direzione.

Allo stesso modo, i collaboratori più senior con i figli ormai autonomi, non avranno più necessità legate alla loro educazione, ma potrebbero essere più interessati a iniziative legate al tempo libero o alla cultura, come visite ai musei o viaggi. 

Gli esempi di flexible benefit aziendali più diffusi in Italia?

  • buoni pasto
  • buoni acquisto
  • buoni carburante
  • agevolazioni per i mezzi di trasporto
  • corsi di formazione
  • corsi di lingua
  • polizze integrative
  • assistenza medico-sanitaria
  • rimborso spese scolastiche o rette per asili nido
  • borse di studio per i figli
  • abbonamenti teatrali o per il cinema
  • accesso a mutui e prestiti agevolati
  • previdenza complementare
  • assistenza agli anziani o non autosufficienti a carico
  • servizi di baby-sitting

 

I consigli per le imprese

Sodexo mette a disposizione delle aziende e degli imprenditori la propria esperienza, per identificare la soluzione migliore e aiutare a progettare un piano strutturato o introdurre soluzioni semplici e flessibili per adempiere alle nuove disposizioni contrattuali.

L’esempio più adatto in questo caso è il buono acquisto: Pass Shopping permette alle aziende di offrire ai collaboratori la massima libertà di scelta, soddisfacendo ogni gusto e preferenza, con un alto valore percepito. Con lo stesso buono, possono scegliere tra oltre 9000 punti vendita in tutta Italia nei settori abbigliamento, elettronica, viaggi e non solo. Infatti, con una semplice operazione i buoni possono essere convertiti per essere utilizzati anche sui principali siti di eCommerce!

Oppure c’è il buono pasto, il benefit aziendale più diffuso in Italia esente da contribuzione e tassazione fino a un massimo di 5,29€ al giorno (valore facciale del buono) nel caso del formato cartaceo o di 7€ giornalieri nel caso del formato elettronico.

È il TUIR (DPR n. 917/86, aggiornato con la legge di stabilità del 2015) a prevedere la non concorrenza a reddito da lavoro dipendente, data dal valore totale dei buoni, nel limite rispettivamente di 5,29€ (cartaceo) e di 7€ (elettronico) per ogni giorno lavorato.

Per l’azienda, trattandosi di costi del personale legati al lavoro dipendente, le spese per l’acquisto dei buoni da mettere a disposizione dei collaboratori sono totalmente deducibili ai sensi dell’art. 95 del DPR n. 917/86.


La scelta di un fornitore che sia un vero e proprio partner a 360 gradi nell'ascolto delle esigenze, nella definizione delle proposte, nell'attivazione del piano, nella formazione e nell'assistenza ai collaboratori si rivela strategica e può davvero fare la differenza nel successo di questo tipo di iniziative.

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Argomenti: benefit aziendali, benessere organizzativo, welfare aziendale, normativa fiscale

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