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Sodexo News

Buoni pasto: importanti per la fiducia in azienda

pausa pranzo 02

Investire su una cosa semplice come i buoni pasto, può cambiare molto il clima che si respira nella tua azienda, soprattutto per quanto riguarda la fiducia. Ecco alcuni interessanti dati estratti dalla ricerca Doxa commissionata da Sodexo a Febbraio 2017.

In una news precedente, avevamo rilevato alcuni interessanti dati scaturiti dalla ricerca Doxa commissionata da Sodexo riguardanti una panoramica sull’uso dei buoni pasto in Italia: da essa è stato infatti possibile comprendere come i buoni pasto, ovvero la tipologia di benefit aziendale più famosa in Italia, negli ultimi anni abbiano avuto una grande diffusione, confermandosi come mezzo “democratico” per prendersi cura dei propri dipendenti.

Ma quanto incide questo semplice strumento sull’attaccamento dei collaboratori all’azienda?

L’attaccamento verso l’azienda

Innanzitutto, proviamo a fare un passo indietro, indagando sul significato del termine “attaccamento”: questa parola, infatti, anche se inserita nel contesto aziendale, trova le radici del suo uso applicato ai contesti sociali nella “Teoria dell’attaccamento”, il cui maggiore sostenitore è stato John Bowlby.

Secondo questa teoria, l’”attaccamento” è definito come la propensione a creare un particolare legame con la persona che può dare cura e protezione durante i momenti di pericolo e a cercare la prossimità degli individui importanti per il proprio sviluppo.

Ciò è collegato al bisogno primario di essere amati e valorizzati per quello che si è.

Se questo è originalmente vero per il bambino nei confronti della mamma, la stessa cosa, in modo diverso, potrebbe succedere tra l’adulto lavoratore e la propria azienda: per cui, se, nel primo caso, la mamma che prende in braccio il bambino quando piange non lo “vizia” ma è la risposta più giusta a un sintomo di disagio, e influisce sull’attaccamento che il bambino svilupperà nei suoi confronti e verso il suo prossimo, nel secondo caso, seppure in modo diverso, un investimento da parte dell’azienda nella “cura” dei propri dipendenti su un aspetto di difficoltà non è privarli di iniziativa, ma metterli in condizione di migliorare.

Ecco perché è importante non considerare i benefit, e il welfare aziendale in genere, come un “vizio” per i dipendenti, ma come un mezzo per migliorare il rapporto tra essi e il datore di lavoro, oltre che per dimostrare che l’azienda ne tiene in considerazione i bisogni e le esigenze.

Buoni pasto: perché possono essere un elemento utile per aumentare la stima nei confronti dell’azienda

Secondo la già citata ricerca Doxa, il 54% degli intervistati ha dichiarato di non fare uso né di una mensa aziendale, né di buoni pasto, ma di pranzare a proprie spese.

Tra questi, è emerso che la maggiore percentuale (68%) si porta il cibo da casa per sopperire alla mancanza dei due espedienti sopradetti, mentre il 56% (gli intervistati potevano anche dare risposte multiple) riesce a tornare nella propria abitazione per consumare il pasto. Il 40%, invece, preferisce mangiare nei dintorni del luogo di lavoro a proprie spese.

La netta maggioranza di coloro che si portano il cibo da casa o che cercano di organizzarsi per tornare nella propria abitazione durante per rifocillarsi, ci fa capire che il costo del cibo ha un peso importante nella scelta di come svolgere la pausa pranzo, come anche, probabilmente, il bisogno di qualità: perciò i lavoratori preferiscono soggiacere al piccolo “disagio” di preparare preventivamente la “schiscetta” o di fare un viaggio supplementare per tornare a casa, piuttosto che spendere il loro denaro per il pranzo.

E' un altro, però, il dato che ci dà l’idea di quale sia il reale giudizio di queste persone: alla richiesta di dare un voto da 1 a 10 sulla generale soddisfazione riguardo alla modalità di gestione del “lunchbreak” da parte dell’azienda, il gruppo di coloro che gestisce la pausa pranzo a proprie spese è stato proprio quello che ha rilevato la maggiore percentuale di voti non sufficienti (43%), rispetto al 25% di coloro che invece usano la mensa aziendale. Questo segnala chiaramente che, nonostante effettivamente la preparazione del proprio pasto permetta di cucinarlo con gli ingredienti e secondo il proprio gusto, tuttavia la maggioranza dei lavoratori farebbe volentieri a meno di questa incombenza.

La media dei voti di coloro che invece usano i buoni pasto, si è attestata sull’8.

Inoltre, in un’altra ricerca recentemente commissionata da Sodexo e condotta da Ipsos, sono emersi in modo molto chiaro sia da parte degli intervistati “dipendenti” sia facenti parte delle categorie di decisori e HR, i vantaggi e le caratteristiche riscontrati nel buono pasto, quali ad esempio:

  • è “democratico”: risponde a un bisogno comune ai collaboratori di ogni grado gerarchico;
  • come già accennato, è considerato un diritto nettamente correlato al contratto di lavoro;
  • ne sono state evidenziati effetti sui dipendenti sia sul piano concreto che sul piano emotivo: per quanto riguarda il piano concreto, i buoni pasto rivestono il ruolo di un’agevolazione per la pausa pranzo, ma anche di un valore economico tangibile spendibile in differenti occasioni. Dal punto di vista emotivo, invece, per quanto sia un valore minimo, viene comunque percepito come riconoscimento del valore della persona, e quindi come uno strumento di gratificazione e soddisfazione, soprattutto nel caso in cui il lavoratore sperimenti effettiva libertà nel dove e come spenderlo.

Ma non solo: alla domanda “Quanto ritieni probabile che la tua azienda provveda buoni pasto ai propri dipendenti in un prossimo futuro?”, la percentuale di intervistati che ha risposto in modo sfiduciato è stata altissima (77%): questo segnala che, dove l’azienda non si prenda cura anche di un bisogno minimo come quello di una maggiore comodità in pausa pranzo, l’”attaccamento” verso di essa cambi, ed evidenzi embrionali segnali di sfiducia e sospetto.

Insomma, come abbiamo accennato, i buoni pasto, anche se contengono un valore economico molto ristretto, possono avere importanti ripercussioni sulla percezione che i dipendenti hanno della propria importanza all’interno dell’azienda, nonché sulla loro gratificazione e soddisfazione.

E tu, sei pronto ad aumentare il livello di fiducia in azienda usando questo semplice strumento? Richiedici una consulenza o visita il nostro sito per saperne di più (c’è anche la possibilità di card elettroniche)!

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